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Il Mastio della Cittadella: la fortezza del Rinascimento.

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In seguito al trattato di Cateau Cambrésis del 1559 il Duca di Savoia Emanuele Filiberto, sceglie Torino come capitale dello Stato per ragioni politico-strategiche.

Nel 1564, incarica l’architetto Francesco Paciotto di Urbino di progettare, nella zona sud-ovest di Torino, una grande cittadella pentagonale, con l’obiettivo di fornire alla città un’opera utile dal punto di vista strategico-difensivo. Gli investimenti destinati a questa grande opera furono ingenti e i lavori andarono avanti rapidi, tant’è che nel 1566 vi fu l’inaugurazione ufficiale.

All’interno della cittadella venne scavato un pozzo a doppia rampa che permetteva un rifornimento idrico costante, in caso di assedio. La fortezza è una costruzione di incredibile bellezza, rivelatasi condizionante nelle scelte urbanistiche della città: l’intera area occupata e le zone circostanti rimasero per anni, anche dopo l’occupazione napoleonica e la smilitarizzazione della maggior parte delle fortezze sabaude, un impedimento per le espansioni della città.

Nella 1856, decaduta la funzione difensiva della piazzaforte, ne viene decisa la completa demolizione, mentre nel 1857 il “Progetto d’ingrandimento verso l’ex Cittadella” prevede la lottizzazione delle aree liberate. Solamente il Mastio, successivamente restaurato in forme eclettiche da Riccardo Brayda, è rimasto come simbolo del tempo dell’antico accesso alla Cittadella.

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